— Alessandro Maria Nacar

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Nella stanza numero cinque ti abbracciai per la prima volta. Ti tolsi una caccola dall’occhio e te la appiccicai sulla fronte: “Fai schifo. Manco la faccia te sei lavato. Dimmi, che nome ha il tuo problema? Bene, d’ora in poi chiamalo Happy Ippo”. Smettesti di piangere e andammo a far la spesa da Billa. Il resto è storia nota ma non troppo. Eri tu quello che si scordava i compleanni, l’indiscusso pezzo di merda. Io conto ancora qualche giorno, poi soffio.

Aveva ragione quell’amico. A volte è difficile sorridere e vivere alla compagnia di un ricordo. Le donne inglesi sono pittoresche, le uova cotte nel the sono buone e questa birra aromatizzata alla vaniglia vive di dolce e amaro. Più volte ho criticato lo sfoggio di dolore altrui. Ora io sono qui, tu sei e rimani a Cellino. Li chiamano eventi. Io piango.

Milano sembra impazzita. Uomini, donne e ricchioni trottano trafelati. Tutti loro sono concretamente in ritardo. Palesemente non hanno avuto nemmeno il tempo di guardarsi allo specchio. Sono usciti da casa come se l’armadio gli fosse esploso in faccia. Io sono sinceramente dispiaciuto, vorrei solo poterli aiutare. Uno scenario post-atomico che assume connotati bizzarri quando trovo dieci di questi esemplari fermi in fila a un open bar. Sorridenti. Muti. Dieci metri più avanti c’è un altro open bar, un’altra fila. Dieci metri più avanti c’è un altro open bar, un’altra fila. Dieci metri più avanti c’è un altro open bar, un’altra fila.  Ho paura. Mi prendo una Tennent’s dai cinesi, mi siedo in terra e osservo…

“Paura di Amare uno Stronzo” inizia stasera su RaiUno.  La nuova fiction targata Rai è stata girata tra Milano, Bologna e Belgrado. Porta la firma nella sceneggiatura e regia di Roberto Santoro. Nella prima puntata: Alessandro, un artista  cinico e disilluso, non arriva in tempo in stazione ed i suoi amici (Matteo e Stefano) partono senza di lui… Dopo una serie di fiction a tema sociale, la rete ammiraglia di Viale Mazzini ci riporta alla classica commedia sentimentale infarcita di buoni sentimenti, ma anche di intrighi.  Matteo, infatti, nasconde un inconfessabile segreto…

La tartaruga pregava un’aquila perché le insegnasse a volare. Quanto più questa le dimostrava che era cosa aliena dalla sua natura tanto più l’altra insisteva. Allora l’aquila l’afferrò tra gli artigli, la sollevò in alto e la lascio cadere.

È arduo ricostruire in termini storicamente incontrovertibili la nascita e lo sviluppo della loggia massonica fiorentina. I membri appartenenti alla congrega dei Capolotro accolsero con preventiva circospezione l’arrivo del capro in città. Eppure, dopo qualche pigolio a corna basse, fecero il di lui gioco non ritenendolo una priorità né una minaccia. In Santa Reparata dicono si percepiscano ancora oggi le urla dello sventramento.


Dotato della capacità di tirare avanti senza un lavoro o una dimora fissa, lo potete incontrare durante il suo tragitto da un divano all’altro degli appartamenti dei suoi amici, sparsi per tutte le città. Non solo riesce a sopportare lunghi periodi di indigenza, ma può anche sostenersi da un punto di vista nutritivo, con poche manciate di cereali per la colazione e un po’ di ketchup. Misteriosamente non è mai privo di sigarette. Tutti i miei amici sono supereroi.

L’unità d’Italia, a Brindisi. Ale ma dove stai andando?  Vado a salutare un amico.

Vieni a trovarmi? Non serve che tu prenda il treno. Ti sei mai messo capovolto sotto le coperte? Se raggiungi il bordo del letto ti rendi conto che lo spazio diventa infinito. Quello è un collegamento con tutti i piumoni del mondo.

Don’t give up ‘Cause you have friends Don’t give up You’re not beaten yet Don’t give up I know you can make it good.

L’orso polare si mimetizzó nella neve coprendosi il nero naso. Ma essere eschimese significa avere il senso del bianco e conoscerne almeno cento tonalità differenti.