— Alessandro Maria Nacar

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Mi sono licenziato mesi fa. Quella che sembrava una scelta irriflessiva era in realtà l’unica opzione. Sono una persona migliore, felice.

“Vuoi lavorare per noi? Attento però, se chiedi di essere pagato non ti rispondo”

Acrilico, china e cane su carta.

I due protagonisti dopo il momento di massima (e in parte immotivata) unione sentirono il bisogno di sparire. Di prendersi (senza strattoni) la propria identità. Fine.

L’ex capo Fabrizio, perplesso di fronte a tutti i miei amici barbuti, finì per associare l’esubero di pelo facciale all’omosessualità. “Secondo te lui ha la barba?” Fece indicando un suo amico glabro da testa a piè. “Incolta!” risposi convinto io.