2q City. Dark Bride
Un muggito. La tua voce è come un muggito. E’ il suono echeggiante sulle montagne, e urla i lamenti umani del peccato. Destino… tradimento… le parole che rimbombano grosse nella cassa toracica e nello spazio della coscienza. Perché mi stai ancora chiamando? cos’hai da dirmi, amore mio? Io me ne sto andando platealmente per trovarmi un nascondiglio dove finire in pace i miei giorni. Indosso il mio abito più barocco ed elegante per questo addio. L’abito della nostra unione. Che ora è sporca di sangue e dolore. Ho meditato ere geologiche intere per essere quella che tu desideravi, perché io donna ho il marchio della creta nella mia carne, e il mio dovere è conformarmi alla regola. Donna io, hanno scritto che sarei stata sposa e madre per l’amore che risiede solo in Dio; per l’abnegazione e il servizio della mia fede in te, mio sposo.
Ma il mio ventre è sterile e secco. Nessun figlio riceverà la vita in me, e tu resterai senza progenie perché io sono arida e il mio istinto materno è arido e il mio sangue è arido. Io ti amo mio sposo e con te avrei liberato dalle catene il tempo che ci tiene legati nel presente. Con te mi sarei espansa fino a non sapere più chi siamo nemmeno allo specchio. Ma è colpa della civiltà se ora fuggo, io strega che vivo da millenni e indosso le maschere che mi sono richieste dal mondo.
Addio, mio amore. Ricorderai di me la schiena costretta nel mio corpetto di sposa mentre scompaio. Il nostro canto giunge qui alla fine.
Testo di Armando Toscano









