La ricerca.
Ieri fluttuando nel fiume del dormiveglia ho perso il mio sacchetto. Sì, quello che ho al posto del cuore. Quello colmo di caramelle, i doni gratuiti del mio animo. Ollalà! L’ho cercato ovunque: Nei giorni della ragazza dai lunghi capelli di spiga. L’ho riguardata danzante sotto la pioggia, ma nulla. Nei giorni infinitamente densi punzonati da una pecorella soffice, ma nulla. Nei giorni delle mille u, ma nulla. Nei giorni in cui le radici volevano crescere parallele, ma nulla. Ollalà! Non riesco a trovarlo! Non che sia di utilità alcuna al momento, mi son rimaste solo 3 caramelle, le più indigeste. Ma è un ricordo, l’unico a cui non ho dato fuoco.
Due di queste si trovano nel luogo dove abito, il mio spazio quadrato e bianco dove il sole è una grande mela. La caramella di legno di quercia è sotterrata nel vaso di terracotta del Sig. Bocca di leone. Pensa che un giorno possa sorgere un grande albero. Io lascio lui questa illusione. La caramella di marmo la custodisce come fosse un uovo il Sig. Pinguino. Pensa che un giorno quel sasso possa schiudersi. Io lascio lui questa illusione. La terza è di ferro, Ollalà, la conservo io! E’ sotto la mia lingua. Tuttavia io non nutro alcuna aspettativa incantata. Penso solo che sia amara come bile.
Forse avrei bisogno di aiuto, cammino fra voi e non riconosco volti amici. Cammino ma non riesco a circoscrivere i vostri intenti. Non sono un veggente ne leggo nel pensiero ma comprendo il significato del disegno delle palpebre:I vostri occhi sono spuri e amorfi! Ho paura. Ollalà! Meglio non pensarci. Io continuo a cercare, magari qualcuno si unisce a me.
